Ariete

21 marzo - 20 aprile

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La costellazione dell'Ariete

Quella dell'Ariete è una piccola costellazione zodiacale, visibile dall'Italia in autunno e in inverno.
E' la prima dello Zodiaco, perché secondo la tradizione astrologica dà inizio alla primavera. Come spiegato nella pagina dei Pesci, attualmente il Sole all'equinozio di primavera si trova in realtà nei Pesci. L'Era dell'Ariete, considerando la posizione reale della costellazione e del punto vernale, cioè il punto in cui si incontrano l'equatore celeste e l'eclittica, è durata all'incirca dal 2.000 a.C. all'anno 1.

Posto a non grande distanza da costellazioni famose e riconoscibili come il Toro, Orione, Perseo e Cassiopea, l'Ariete è individuabile nel cielo per le sue due stelle principali, Hamal e Sheratan, che si trovano a breve distanza dal confine con i Pesci.
La prima, o Alpha Arietis, è una stella di magnitudine 2, di colore giallo e distante 66 anni-luce dalla Terra. Sheratan, o Sharatan (Beta Arietis), ha invece magnitudine 2,62 e dista dalla Terra 60 anni-luce.

Interessanti le stelle Gamma e Lambda, dal momento che sono stelle doppie, separabili già con piccoli strumenti.
Gamma Arietis (o Mesarthim), è una stella di magnitudine 3,8, mentre la compagna (Gamma1 Arietis), ha magnitudine 4,8. Lambda è invece un sistema binario formato da due stelle bianche di magnitudine 4,9 e 7,7.

La costellazione dell'Ariete non presenta oggetti interessanti per l'osservazione di tipo non stellare e appartenenti alla nostra galassia; per quanto riguarda le altre galassie si nota, a sud-est di Mesarthim, la bella NGC 772, una galassia che presenta un braccio deformato a causa dell'interazione con la vicina NGC 770. Scoperta da William Herschel nel 1785, dista dalla Via Lattea più di 100 milioni di anni-luce, ed è abbastanza luminosa da essere osservata con un piccolo telescopio.
La galassia NGC772
La galassia NGC 772

La mitologia dell'Ariete è legata al mito del vello d'oro e degli Argonauti. L'ariete alato, dotato di un vello d'oro anziché di lana, fu donato da Nefele, dea delle nubi, al giovane Frisso, figlio del re della Beozia Atamante, per sfuggire, insieme alla sorella Elle, alle persecuzioni della matrigna Ino. Ma durante il volo Elle si addormentò, e cadde nel mare che poi verrà chiamato in suo onore Ellesponto. Frisso non poté salvarla, e dopo essere atterrato nella lontana Colchide (una regione sul Mar Nero orientale), sacrificò a Zeus l'Ariete, per sposare la figlia del re della Colchide. In seguito Zeus volle innalzare in cielo l'ariete, dando vita alla costellazione che porta il suo nome.
Il vello d'oro venne appeso nel recinto sacro di Ares, e venne dato in custodia al terribile drago dalle mille spire, che mai si addormentava. In seguito il vello d'oro venne recuperato da Giasone, a capo di un gruppo di uomini partiti sulla nave Argo (gli Argonauti) per la Colchide.
Giasone con il Vello d'Oro
Dosso Dossi- La partenza degli argonauti. Washington National Gallery of Art

Aiutato da Medea, maga e sacerdotessa, che si era innamorata di lui, Giasone riuscì a strappare il vello dal controllo del drago.
Figlio di Esone re di Iolco (in Tessaglia), Giasone voleva riconquistare il trono che era stato usurpato al padre dallo zio Pelia. Per questo fece un patto con Pelia: Giasone avrebbe riportato in patria il vello d'oro, in cambio della restituzione del trono.
Giasone con il Vello d'Oro
Giasone con il vello d'oro (di Erasmus Quellinus)


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