Capricorno
Le costellazioni (22 dicembre - 19 gennaio)
Il
Capricorno è una piccola costellazione zodiacale, visibile al meglio in estate avanzata e all'inizio dell'autunno.
La costellazione dà il nome al Tropico dell'emisfero meridionale (
Tropico del Capricorno), che è la circonferenza immaginaria su cui il
Sole passa allo zenith a mezzogiorno nel giorno del solstizio d'estate dell'emisfero sud (22 dicembre, che da noi è il solstizio d'inverno), attraversando Paesi come il Brasile, l'Argentina, il Sudafrica e l'Australia.
Oggi in realtà in quel giorno il Sole si trova nella costellazione del
Sagittario, ma 2.000 anni fa, quando Tolomeo diede la sistemazione ai segni zodiacali che è usata tuttora, il Sole nel solstizio
d'inverno si trovava appunto nel Capricorno.
Oggi il Sole al solstizio d'inverno si trova nel Sagittario.
La stella più luminosa della costellazione non è Alfa ma
Delta Capricorni, o
Deneb Algiedi (in arabo "la coda del capretto"), una stella bianca di magnitudine 2,85,
distante dalla Terra 39 anni luce.
Segue
Dabih (
Beta Capricorni), una stella bianca, di magnitudine 3,05, e distante 344 anni luce.
Alfa Capricorni o
Algiedi (in arabo "il capretto"), è però la più conosciuta della costellazione in quanto doppia: è formata da due stelle, entrambe
gialle (
Alfa 1, di magnitudine 4,3, e
Alfa 2, di magnitudine 3,6), separabili già con un binocolo. A loro volta entrambe le due stelle si rivelano essere
doppie se osservate con un telescopio. In realtà le due stelle principali Alfa1 e Alfa2 non sono fisicamente legate tra loro, ma appaiono semplicemente ravvicinate dal nostro punto
di vista.
A breve distanza da Deneb Algiedi vi è poi
Nashira (
Gamma Capricorni), una stella bianca di magnitudine 3,69, distante 139 anni luce dalla
Terra.
Il Capricorno non è attraversato dalla Via Lattea e non è ricco di oggetti celesti.
L'unico oggetto di Messier contenuto nella costellazione è l'ammasso globulare
M30, un ammasso distante 40.000 anni luce, che con gli
strumenti dell'epoca in cui fu scoperto (XVIII secolo) non era risolvibile in stelle.
L'ammasso globulare M30 ripreso dal telescopio spaziale Hubble.
Mitologia
Presso gli antichi Sumeri, intorno al 4.000 a.C., il Capricorno e l'Acquario erano visti come un'unica costellazione, che rappresentava un animale detto
ibex, probabilmente
nella versione nubiana (diffusa nelle regioni montuose di Africa nord-orientale e Medio Oriente).
Lo stambecco della Nubia (Capra ibex nubiana).
L'asterismo comprendeva anche alcune stelle nelle attuali costellazioni del Pegaso e del Cavallino.
L'asterismo dell'Ibex presso gli antichi Sumeri.
In seguito la costellazione del Capricorno venne chiamata
SUHUR-MASH-HA, il pesce-capra.
In una veste simile la ritroviamo presso i
Greci, che la chiamarono
Aegoceros (la capra cornuta), e la identificarono con
Pan, il dio dei pascoli,
dotato di corna e zampe di capra. Figlio di Ermes e della ninfa Driope, o di Zeus e Callisto, Pan era un dio dal carattere allegro, che vagava per i boschi, inseguendo le ninfe, suonando
e cantando. A lui però si attribuivano anche i suoni misteriosi e spaventosi provenienti dai boschi, dovuti alla reazione di Pan nei confronti di chi osava
disturbarlo, e da ciò deriva il detto "timor panico".
Afrodite, Pan ed Eros. Atene, Museo archeologico nazionale.
Pan venne sistemato in cielo fra le stelle da Zeus, riconoscente per averlo salvato insieme agli altri dèi, in occasione della battaglia tra gli dèi e i Titani, avvertendoli
con il suo prodigioso grido che si stava avvicinando il mostro Tifone.
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